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NUOVA VASCA DI ACCUMULO E DECANTAZIONE IN VAL CURONE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELL’APPROVVIGIONAMENTO IDRICO

Nei giorni scorsi il Presidente e il Direttore dell’ato6, congiuntamente con funzionari della Regione Piemonte, il Commissario della Comunità Montana Val Curone, e il Sindaco del Comune di Fabbrica Curone hanno eseguito un sopralluogo presso la vasca di accumulo e decantazione (di una capienza utile di 1400 mc), realizzata da Gestione Acqua spa in Località Salogni.

L’infrastruttura, il cui costo è stato di circa 450.000 € (congiuntamente ai lavori sull’impianto di filtrazione a valle della vasca, dimensionati per una portata di 120 mc/h) assicurerà  una riserva idrica di 12-15 ore e garantirà una prima fase di decantazione, consentendo quindi di innalzare il valore-soglia di torbidità. Gli ingressi dalle opere di presa sono automatizzati e monitorati tramite torbidimetri, in base a delle soglie di chiusura/apertura vengono gestite le valvole motorizzate in ingresso e scarico. La vasca ha comunque funzione di decantazione, grazie alla sua conformazione allungata, che porta l'acqua a seguire un percorso di circa 80 m, dove tende naturalmente a perdere una parte del carico torbido.

A valle della vasca di accumulo e decantazione è stato realizzato l'impianto di filtrazione costituito da 4 filtri in pressione a letto multistrato (sabbia, pirulosite ed antracite), dimensionati per una portata di 120 mc/h, con punte di funzionamento da 160 mc/h. Tutto il funzionamento avviene per caduta, con una notevole riduzione dei costi di filtrazione. L'impianto è totalmente automatizzato. Il costo del nuovo impianto è stato di circa 210.000 €.

“La messa in esercizio dell’infrastruttura rappresenta un ulteriore passo verso l’efficentamento complessivo del sistema che più volte negli scorsi anni ha presentato criticità. Questo intervento, congiuntamente ad altri, già programmati e di prossima realizzazione (Brignano e Pozzolgroppo), garantiranno la messa in sicurezza dell’approvvigionamento idrico dell’intera Val Curone che, a causa del sottodimensionamento delle infrastrutture e della loro vetustà, non era in grado di affrontare le problematiche determinate dagli eventi di pioggia, responsabili dell’innalzamento dei valori di torbidità della risorsa acqua – sottolinea Lino Rava, Presidente dell’A.ato6 - Tale torbidità comportava la chiusura automatica degli ingressi all’impianto, causando un notevole disagio alla popolazione”.